Le 3 Migliori Strategie per Catturare il Visitatore del tuo Sito (prima che lo Abbandoni senza Convertire)

Perchè è fondamentale connettersi al visitatore del sito (prima che abbandoni il sito): La Dura Verità

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La dura verità? La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito lo abbandonerà senza convertire. Uno studio ad opera di Gleanster Research conferma che fino al 50% dei visitatori qualificati (target o prospect) di un sito non sono pronti a comprare. Del restante 50% la prima metà (25%) non sono interessati, l’altra metà è pronta all’acquisto.

lead magnet

No Connection, 3 Problems

A questo punto abbiamo 3 problemi, che costituiscono un danno economico diretto ed indiretto per il tuo sito web:

Problema #1 (Danno Economico Diretto): Mancata Conversione

Se la metà dei visitatori del tuo sito non è pronta a convertire (per motivi che vedremo più sotto), c’è un danno economico diretto, derivato dalla mancata vendita;

Problema #2 (Danno Economico Indiretto): Mancato Ritorno dell’investimento pubblicitario

Se questo non bastasse, per far arrivare quel 50% di visitatori al sito web potresti aver investito in attività come campagne pubblicitarie Google Adwords, Facebook Advertising o nell’acquisizione di traffico organico tramite attività SEO e quindi aver subito un danno economico indiretto, dato dalla vanificazione dell’investimento pubblicitario;

Problema #3 (Danno Economico Indiretto): Mancato ritorno dell’utente

Ok, dirai tu, ma tanto l’utente se non è pronto lo sarà e prima o poi, e tornerà. Ne sei proprio sicuro? Secondo le statistiche riportate da Tony Haile di Chartbeat su un noto articolo sul Time, il 55% dei visitatori spenderà meno di 15 secondi sulla pagina e la stragrande maggioranza non tornerà. Perchè? Ora lo scopriamo.

L’eterno (non) ritorno del visitatore

Immagina di stare passeggiando in una città nuova: noti un negozio, ci entri, vedi qualcosa che ti piace e poi esci perchè “ci devi pensare” o non hai tempo. Il giorno dopo decidi di tornare, ma non ti ricordi esattamente dov’era: potrai ritrovarlo facilmente pensando ad alcuni riferimenti fisici tipo monumenti, altri negozi…che ti aiutano a ritrovare la strada.

Sul web tuttavia non funziona così, proprio a causa dell’assenza di riferimenti precisi. Immagina di entrare in un ecommerce tramite un link pubblicitario trovato su Facebook o Google Adwords. Vedi qualcosa che ti piace e poi esci. A differenza dell’esempio precedente, non riuscirai a ritrovare facilmente il sito, sopratutto se ci sei arrivato linkando un annuncio pubblicitario che al momento è scomparso.

La soluzione: connettersi al visitatore

Riepiloghiamo la situazione: è fisiologico che una buona parte del traffico targetizzato che entra nel tuo sito esca senza convertire. E’ altrettanto plausibile che non si ricordi il nome del sito o come ci è arrivato, perdendo ogni possibilità di ritornare e convertire. E’ necessario quindi connettersi al visitatore non appena entra nel sito. Come? Ci sono 3 modi possibili.

I 3 modi per stabilire una connessione col visitatore del tuo sito web

Modalità #1: L’indirizzo Email

Acquisire l’indirizzo email del visitatore del tuo sito web è al strategia più usata per stabilire una connessione. Ci sono però dei pro e dei contro.

Pro

La stragrande maggioranza delle mail arriva: può essere rigettata dal server, o finire nello spam, o non essere letta, ma arriva.

Contro

I visitatori del tuo sito non lasceranno la mail facilmente, per paura dello spam o del trattamento dei dati sensibili. Quindi serve un modo per acquisirla, o sarebbe meglio dire attirarla come con una magnete, un Lead Magnet appunto, di cui parleremo ora.

Non si dà nulla per nulla: I Lead Magnet

Ritorniamo alla modalità di connessione n°1: l’indirizzo email. Come dicevamo, il visitatore del tuo sito non sarà così propenso a lasciare il proprio indirizzo email, per paura dello spam o chissà che altro.

Le statistiche pubblicate nel Email Marketing Benchmark Survey 2013 da Marketing Sherpa dimostrano che per avere un indirizzo email servono dei metodi precisi, con maggiore o minore efficacia a seconda dei casi:

MarketingSherpa 2013 Email Marketing Benchmark Report

Puoi scaricare ora gratis il Marketing Sherpa 2013 Email Marketing Benchmark Report qui

Il metodo che approfondiamo qui è un vero e proprio magnete, che ti consente di attrarre gli indirizzi email dei tuoi visitatori. Vediamo come funziona, ma prima ricapitoliamo:

  • è assolutamente necessario che tu ti connetta con i visitatori del tuo sito, pena la perdita di traffico target che potrebbe convertire e dell’investimento pubblicitario per farlo approdare al tuo sito;
  • ci sono 3 modi essenziali per connettersi a un visitatore: Email, Mi Piace su Facebook e Remarketing;
  • per quanto riguarda la mail, le persone sono poco propense a concederla facilmente, quindi serve un magnete che attiri la mail dell’utente: il lead magnet.

I 3 aspetti fondamentali di un Lead Magnet

Il lead magnet è un metodo per incrementare la lista di email dei visitatori del tuo sito (list building) con un’offerta.

Cerchiamo di capire quali sono i 3 aspetti fondamentali di un Lead Magnet:

  • dare qualcosa in cambio gratuitamente: se vuoi la email del tuo visitatore, devi essere pronto a scambiarla con qualcosa;
  • dare qualcosa in cambio di valore: se vuoi la email del tuo visitatore, devi essere pronto a scambiarla con qualcosa per cui valga la pena dartela;
  • convincere del valore di ciò che si dà in cambio: il visitatore del tuo sito come fa a sapere se quello che stai offrendo vale la sua mail? Non lo può sapere, lo devi convincere.

Cosa dare in cambio (gratuitamente): le 2 migliori strategie

Cosa dare in cambio della mail? Qualcosa che possa interessare il tuo visitatore. Ecco alcune idee:

  • Un ebook, un whitepaper, un video, un tool sul tema, magari tematizzato proprio sul contenuto della pagina, come Hubspot:

How to Create a Traffic Leads Waterfall Chart to Track Your Marketing Progress

  • Un coupon, sconto o deal, come nel caso di Zalando.it:

zalando newsletter

 

 

Modalità #2: Il Mi Piace su Facebook

Una seconda modalità di connettersi all’utente è fargli cliccare mi piace sulla nostra pagina Facebook.

Pro

Il like sulla pagina Facebook è più semplice da ottenere di una mail.

Contro

Hai mai notato come i tuoi aggiornamenti di stato su Facebook non riescono a raggiungere il 100% delle persone che hanno cliccato like sulla Pagina? Dipende dall’algoritmo di Facebook, che assegna a certi contenuti una maggiore visibilità di altri. L’aspetto pratico della vicenda è che il Mi Piace su Facebook,  pur essendo una connessione più semplice da ottenere della mail, non consente di raggiungere un quantitativo di persone analogo.

Come connettersi al visitatore del sito tramite Facebook: Il Page Plugin

Un modo efficace di catturare il visitatore del tuo sito tramite Facebook magari implementando nel sito il Page Plugin (ex Like Box) in posizione visibile in tutte le pagine del tuo sito.

Il Page Plugin, mostrando il numero di like e le faccine dei tuoi amici (se sei loggato) sfrutta il meccanismo persuasivo definito da Robert Cialdini Riprova Sociale, che incentiva gli utenti a cliccare mi piace sulla Pagina.

 page plugin

Modalità #3: Il Remarketing

Se hai mai provato a navigare su siti come Amazon, Ebay, Hoepli o altri e magari aggiungere un prodotto al carrello e abbandonare il sito senza completare l’acquisto, avrai notato come la pubblicità di quel prodotto o sito ti “segue” in ogni sito che visiti. E’ il remarketing o retargeting, modalità pubblicitaria che si avvale di cookie per seguire l’utente entrato in un certo sito e ricordargli la visita. Il Remarketing è possibile con Google Adwords e Facebook Ads.

Remarketing con Google Adwords

Il remarketing con Google Adwords è possibile selezionando una campagna su Rete Display. Ci sono essenzialmente 2 tipologie di remarketing, quello “classico” e quello dinamico, per i siti ecommerce.

Remarketing con Facebook Advertising

Il remarketing con Facebook ADS è possibile con la funzione Pubblico Personalizzato o con strumenti di terze parti come Adroll.com.

Pro

Automatico. Non lascia scampo.

Contro

Impersonale  e talvolta invadente.

Conclusioni

Siamo partiti da una dura verità: se lasci scappare il visitatore del tuo sito prima che sia pronto a convertire hai una doppia perdita: l’unico modo per evitarla è connetterti al visitatore del tuo sito web, richiedendone l’indirizzo email, il Mi Piace su Facebook e il Remarketing. Sono approcci diversi, con pro e contro: tu con quale ti trovi meglio? Parliamone nei commenti. Se l’articolo ti è stato utile non dimenticare di condividerlo sui tuoi social preferiti.

I 37 Fattori di Posizionamento SEO 2015: la Tavola Periodica di SearchEngineLand.com

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Come ogni anno, SearchEngineLand.com ha pubblicato un’interessante infografica, che riassume nella forma di tavola periodica degli elementi, i fattori di posizionamento organico SEO più rilevanti per il 2015.

Search Engine Land Periodic Table of SEO Success Factors

La tavola periodica (SEO Table) è divisa in 3 sezioni principali:

  • Fattori On Page
  • Fattori Off Page
  • Penalizzazioni

Prima di andare a spiegare nel dettaglio i vari elementi della tavola periodica, riepiloghiamo cosa si intende per fattori on page e off page di posizionamento: quando Google deve valutare se e dove posizionare un sito web sulla SERP relativa a una determinata parola chiave, tiene conto fondamentalmente di 2 macro fattori: la Pertinenza del sito in relazione alla parola chiave per cui vuole rendersi visibile, espressa dalla presenza nel sito (on page, o on site) della stessa parola chiave in certi punti sensibili e la Popolarità del sito, espressa da fattori off page come i link in entrata.

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Contenuto

I primi fattori on page che la Tavola considera sono quelli relativi al Contenuto, espressi dagli acronimi Cq, Cr, Cw, Cf, Cv.

Cq: Content Quality

Il tuo sito offre contenuti di qualità? E’ questa la domanda che sta alla base del fattore Cq, Content Quality: non a caso anche gli ultimi aggiornamenti algoritmici di Google come il Quality Update di Maggio 2015 si concentrano sulla qualità del contenuto.

Cr: Content Research / Keyword Research

La ricerca e selezione delle parole chiave è l’aspetto preliminare di un’attività di posizionamento organico SEO, prima ancora dei fattori on page e off page.

Cw: Content Words

Ok, ho scelto le parole chiave più adeguate: quanto devo inserirle? Pur mancando una percentuale fissa di ripetizione delle parole chiave all’interno del testo (si potrebbe dire che la keyword density è diversa a seconda della SERP), ciò non significa non fare attenzione ad altri aspetti fondamentali, come la lunghezza del contenuto, l’occorrenza delle parole chiave da posizionare nel contenuto, rispettando buon senso, leggibilità e magari l’uso di sinonimi per strizzare l’occhio a LSI e LDA.

Cf: Content Freshness

Google ama i contenuti nuovi: fin dal Freshness Update del 2011, il contenuto recente è ben visto da Google.

Cv: Vertical Content

Cosa si intende con questa categoria? La cosiddetta Blended o Universal Search, rappresentata sulle SERP di Google da Mappe, Immagini, News, Video. Per quanto la Blended o Universal Search abbia dei criteri di posizionamento alternativi a quelli organici (come ad esempio il posizionamento sulle Mappe di Google), influisce notevolmente sui risultati organici, se non altro perchè ne condiziona il CTR.

Architettura

Veniamo ai fattori contraddistinti dalla lettera A, relativi all’architettura del sito web.

Ac: Site Crawlability

Una corretta indicizzabilità delle pagina del sito web può costituire un fattore importante per il sito web. I problemi di indicizzazione più frequenti possono verificarsi con un uso scorretto di Robots.txt, o di JavaScript e Flash. Un buon strumento per migliorare l’indicizzazione del sito web può essere dato dall’utilizzo di una Sitemap in HTML e XML o tramite Feed, che si può sottomettere a Google Webmaster Tool.

Ad: Duplication / Canonicalization

Duplicazione di contenuto e rel Canonical: se nel primo caso abbiamo una problematica che può portare a penalizzazione, il secondo problema è risolvibile indicando a Google quale versione considerare di due pagine e impostando  rel=canonical  e redirect 301.

Am: Mobile Friendly

Tornato prepotentemente alla ribalta il 22 aprile con l’aggiornamento algoritmico Mobile Update AKA “Mobilegeddon”, la modalità responsive è un must have per ogni sito web, non solo per evitare l’impatto negativo dei siti non responsive sul traffico organico, ma anche per le conseguenze sul tasso di conversione.
La diffusione della navigazione da mobile e dei relativi acquisti obbliga ormai i siti ad adeguarsi alla modalità responsive, anche in tema di email marketing.

As: Site Speed

Un altro aspetto che determina un vantaggio nel ranking organico a detta di Google è proprio la velocità di caricamento di un sito. Non a caso lo stesso Google ha rilasciato una estensione, Page Speed Tools, che suggerisce le azioni da implementare per migliorare la velocità di caricamento di un sito.

Ah:  HTTPS

Https è un protocollo che assicura l’inserimento protetto di informazioni, indispensabile ad esempio nelle procedure di pagamento all’interno degli ecommerce.

HTML

HTML è uno dei codici usati per creare le pagine web, lo scheletro di un sito web. La prima fase del lavoro di posizionamento organico, l’ottimizzazione on page, si realizza proprio inserendo in certi Tag HTML la parola chiave, in modo da suggerire a Google la pertinenza del sito rispetto alla keyword per cui ci si vuole posizionare. Vediamo quindi i Tag più importanti ai fini del posizionamento organico.

Ht: HTML Title Tag

Il title tag è il fattore on page più importante. Per quanto ci siano casi di siti posizionati per una parola chiave senza che questa sia (in forma exact match o partial match) nel title (e questo grazie a un surplus di link building e Trust del sito), non avere la parola chiave nel title tag significa compromettere a propri le possibilità di posizionare il proprio sito per quella keyword.

Hd: The Meta Description Tag

La meta description è un fattore che, più che il posizionamento organico, è funzionale al CTR del sito. Nel momento in cui un utente, davanti a una SERP, deve decidere quale risultato cliccare, una meta description ben scritta può aiutare.

Hs: Structured Data

Mai viste le stelline sotto un risultato in SERP? Recensioni e altri rich snippet più che fungere come fattore di posizionamento organico possono svolgere una funzione analoga a quella della meta description: aumentare le possibilità di clic a parità di impressions, quindi il CTR del sito. I risultati che recano le stelline o altre forme di dati strutturai si rendono più visibili in una pagina di Google rispetto agli altri.

Hh: Header Tags

Gli heading tags: un altro fattore fondamentale nell’ottimizzazione on page. Usati in HTML come “titoletti” per dividere in modo gerarchico i contenuti di un testo, sono usati (sopratutto h1 e h2) per aumentare la tematizzazione e la pertinenza della pagina su certe parole chiave.

TRUST

Cos’è il Trust? In una parola, come dice il termine stesso, la credibilità che ha un sito agli occhi di Google.

Ta: Authority

Un primo aspetto relativo alla credibilità di un sito agli occhi di Google è l’Autorità. Certi siti sono considerati autorevoli, altri meno. A seconda di cosa? Vari fattori, come la quantità e qualità di link, segnali sociali e altri fattori.

Te: Engagement

Un sito di qualità produce engagement, condivisione, interesse. Come fa Google a saperlo? Ad esempio valutando il tempo di permanenza sul sito o il tasso di rimbalzo su Google Analytics, o ancora una volta grazie alle condivisioni sociali del sito.

Th: History

Quanto conta il passato di un sito agli occhi di Google? La storia di un sito web determina ad esempio se si posizionerà più o meno facilmente (sempre che negli anni abbia acquisito dei backlink).

Ti: Identity

Author Rank, il defunto Google Autorship, sono tutti tentativi di Google di associare un’identità ai contenuti del web.

LINK

Nonostante i rumors che danno Google alla ricerca di formulare un algoritmo a cui non servano i link, questi ultimi rimangono il fattore off page principale nel posizionamento organico, oltre che ciò che determina perlopiù il posizionamento di un sito web per una parola chiave.
Se i link possono essere visti come dei voti al sito web, quella dei link non è una democrazia, dove ogni voto vale lo stesso. Certi link valgono più di altri secondo certi fattori. Vediamoli insieme.

 Lq: Link Quality

Se per i link non vale “una testa un voto”, come si valuta la maggiore qualità di un link rispetto a un altro? Ad esempio con la comunanza di ambito, o con la provenienza da un sito considerato di qualità, o con il fatto di essere un link testuale e non sitewide.

Lt: Link Text / Anchor Text

Il famigerato anchor text è il testo del link. Usato fino a un paio di anni fa (e spesso tuttora) inserendo la parola chiave in forma exact match, con l’avvento di Penguin il modo di linkare il proprio sito ha dovuto variare, pena l’incorrere in penalizzazioni.

Ln: Number Of Links

Accanto alla qualità, non poteva mancare la quantità di link in rapporto alla quantità di siti che linkano.

PERSONAL

Pc: Country / Pl: Locality

La geolocalizzazione dei risultati comporta che un medesimo sito, per una stessa parola chiave, possa avere una posizione diversa a seconda che lo si veda da un diversa localizzazione: se questo è poco influente da città a città, da paese a paese può comportare dei notevoli cambiamenti di ranking.
Un supporto dal punto di vista della localizzazione viene dalle mappe di Google Places, i cui fattori di posizionamento sono tuttavia differenti dal classico posizionamento organico. Per saperne di più: Guida al posizionamento su Google Places

SOCIAL MEDIA

Ph: Personal History / Ps: Social Connections + Sr: Social Reputation / Ss: Social Shares

Che dire dei cosidetti social signals, ovvero i like, tweet, +1 come fattori di posizionamento? Se il rapporto tra le condivisioni social e il ranking del sito web sembra essere tale che “non sono i social signals a far posizionare un sito, ma è il posizionamento di un sito a far crescere i social signals“, è indubbio che le condivisioni sociali costituiscono e costituiranno un fattore di importanza sempre maggiore nel futuro.

PENALIZZAZIONI

Come nel mondo del calcio, anche nella SEO ci sono i cartellini gialli e i cartellini rossi, corrispondenti rispettivamente a penalizzazione e BAN. Vediamone insieme alcune tipologie.

Vt: “Thin” or “Shallow” Content

L’avvento dell’aggiornamento algoritmico Panda nel Febbraio 2011 ha determinato la guerra al contenuto finto, breve e senza utilità.

Vc: Cloaking

Il cloacking è una delle tecniche seo “black hat” vecchie come il mondo,  e consiste sostanzialmente nel mostrare all’utente una versione del sito differente rispetto a quella mostrata al motore di ricerca.

Vs: Keyword Stuffing

Un’altra tecnica old style che può portare a penalizzazioni è il keyword stuffing, che consiste nell’infarcire il testo di parole chiave. Tecnica poco rispettosa della leggibilità e anche dell’algoritmo, che non necessita certo di un eccesso di parole chiave per capire la pertinenza del sito intorno ad esse.

Vh: Hidden Text

Ricordi il testo bianco su sfondo bianco?  Ecco un evergreen del testo nascosto, tecnica vintage per nascondere testo agli occhi dell’utente ma non al motore di ricerca.

Vd: Piracy / DMCA Takedowns

Google penalizza i siti che ricevono un gran numero di richieste dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA) per infrangimento dei diritti d’autore, leggi pirateria, streaming e altro.

Va: Ads / Top Heavy Layout

Troppa pubblicità nella parte alta del sito? Ahi Ahi, brutto servizio all’utente e quindi penalizzazione. Google non gradisce i siti “made for Adsense”.

Vp: Paid Links / Vl: Link Spam

Ed eccoci alla bestia nera dei SEO, la penalizzazione forse più in voga al momento.
A partire dal celebre documento sugli schemi di link e dall’aggiornamento algoritmico Penguin, molte penalizzazioni manuali e non sono fioccate per profili di link spam e a pagamento.
Cos’è un link spam? Ad esempio un profilo di link da siti di qualità discutibile, magari poco tematizzati, con anchor text secche.
E se la punizione è dura, la redenzione non è da meno: per uscirne, oltre a togliere i link messi sul banco degli imputati, è necessario spesso fare disavow dei link stessi e chiedere (nel caso di penalizzazione manuale con messaggio in GWT) richiesta di riconsiderazione.

Conclusioni

Eccoci giunti alla conclusione di questa lunga carrellata di fattori di posizionamento secondo la tavola periodica di SearchEngineLand.com. E tu che ne pensi? Dimmelo nei commenti e se l’articolo ti è stato utile, non dimenticare di condividerlo sui tuoi social preferiti!