Quanto Conosci a Fondo il Tuo Cliente? 3 Strategie per Farne l’Identikit con le Buyer Personas

Perchè è importante definire il tuo target online

Il punto di partenza di qualsiasi strategia di web marketing è definire qual’è l’obiettivo del tuo sito web, detto in termini tecnici “conversione”.

Ma una volta che hai compreso qual’è il tuo obiettivo (sia esso vendere un prodotto, come nel caso di un sito ecommerce, o acquisire contatti di potenziali clienti come nel caso di una lead generation), il passo successivo è capire chi sono i visitatori del tuo sito potenzialmente interessati a compiere l’obiettivo di conversione, ovvero definire il tuo target.

Il tuo target sono le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio: nel web marketing si sente spesso parlare dell’importanza di capire il proprio target ma c’è di più: solo a partire dal target puoi definire gli strumenti di web marketing più adeguati a raggiungere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo tu abbia un ecommerce di pneumatici.

Il tuo obiettivo di conversione sarà chiaramente la vendita dei pneumatici del tuo ecommerce.

E il tuo target? Potresti identificarlo con le persone che cercano su Google “vendita pneumatici online”, che potrai raggiungere con una campagna Google Adwords o un posizionamento organico SEO.

Qualunque sia lo strumento di web marketing che tu scelta, lo puoi scegliere proprio a partire dalla scelta del tuo target.

Definire il target delle tue attività di web marketing è un’azione fondamentale e preliminare addirittura al definire le attività di web marketing che andrai a svolgere. Ma d’altra parte definire con esattezza chi possono essere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio non è spesso così semplice.

C’è una buona notizia: per farlo ci vengono in aiuto i Personaggi o Buyer Personas, degli archetipi, dei modelli che  che
generalizzano i diversi tipi di Cliente potenziale in base alle loro tendenze demografiche, psicografiche e comportamentali, come ad esempio:

  • Luogo Residenza
  • Età
  • Sesso
  • Stato Civile
  • Interessi
  • Valori
  • Reddito
  • Occupazione
  • Istruzione
  • Competenza Informatica

La creazione delle Buyer Personas, frequente spesso nel contesto dei siti ecommerce, permette di capire chi sono i nostri potenziali clienti, come interagiscono all’interno del nostro sito e di trarre le relative conseguenze, ovvero modificare testo, navigazione e altri aspetti del sito web in funzione dei Personaggi che effettuano acquisti nel tuo sito.

In questo articolo cerchiamo di capire:

  • come possiamo iniziare ad eleborare il target con la teoria dei 4 temperamenti di Keirsey;
  • come definire le Buyer Personas con 3 strategie pratiche di web marketing.

La Teoria dei 4 temperamenti di Keirsey

Un punto di partenza nell’elaborazione dei Personaggi o Buyer Personas nel tuo sito web o ecommerce può essere la distinzione operata da David Keirsey negli anni ’50 nella teoria dei teoria dei 4 temperamenti, che suddivide in 4 archetipi, detti Personaggi, i comportamenti d’acquisto: il personaggio logico, impulsivo, altruista e aggressivo:

4 temperamenti keirsey

Vediamoli insieme e cerchiamo di capire come influenzano alcuni aspetti come il testo, la navigazione del sito web.

Il personaggio logico

Meticoloso e metodico, il logico vuole capire ogni aspetto del tuo prodotto o servizio.

Ha bisogno di descrizioni reperibili in modo pratico e semplice.

Il personaggio aggressivo

E’ l’archetipo del tuo cliente ambizioso, determinato, che cerca credibilità e fiducia dal venditore.

Ha bisogno di elementi che suggeriscano credibilità, vantaggi e benefici del tuo prodotto o servizio.

Il personaggio impulsivo

Il personaggio impulsivo prende decisioni d’acquisto con velocità e immediatezza.

Necessità di elenchi puntati, paragrafi corti e un modo semplice per completare la transazione.

Il personaggio altruista

L’altruista è un personaggio influenzato dall’opinione altrui nelle decisioni d’acquisto.

Necessita di feedback e possibilità di condivisione dell’esperienza.

Ecco riassunte nello schema seguente i 4 temperamenti divisi a seconda di:

  • caratteristiche generali;
  • comportamento;
  • velocità nella decisione d’acquisto;
  • la domanda che si pone;
  • l’applicazione pratica nel tuo sito web;

4 personaggi keirsey

3 Strategie di web marketing per definire le Buyer Personas

Come abbiamo visto all’inizio, per definire in modo preciso il tuo target in Buyer Personas, necessiti di informazioni demografiche e comportamentali.

Tu ti domanderai: dove le trovo? La risposta spesso è davanti a te, in particolare nei dati di Facebook e Google Analytics.

Vediamo 3 strategie di web marketing per definire le Buyer Personas.

#Strategia 1: Definire le Buyer Personas con gli Insights della tua Pagina Facebook

Facebook Insights è la sezione della tua Pagina Facebook dove vengono visualizzati tutta una serie di dati sull’andamento della tua Pagina, come ad esempio i “mi piace”, la copertura degli aggiornamenti di stato, l’engagement sulla Pagina.

Una prima maniera di raccogliere delle informazioni sulle tue Buyer Personas è proprio tramite l‘analisi dei “mi piace”, o like, o fan della tua Pagina Facebook con Facebook Insights.

Fai attenzione però: perchè questi dati siano affidabili la tua Pagina dovrebbe avere dei like cresciuti in modo naturale, senza l’ausilio di Facebook Advertising.

Infatti, per quanto Facebook Advertising possa considerarsi lo strumento più affidabile ed efficace per la crescita dei mi piace, l’analisi dei dati relativi ai mi piace della Pagina potrebbe non essere veritiera, ti spiego il perchè.

Ipotizziamo tu abbia una Pagina Facebook. Nella Pagina col tempo crescono i like. Le persone che hanno cliccato mi piace, lo hanno fatto perchè hanno trovato la Pagina l’hanno trovata interessante e ci hanno cliccato sopra.

Al contrario, quando fai crescere i like con Facebook Advertising, sei tu che “imponi” allo strumento un certo target, che non è detto che sia il tuo reale target, specie se non è stata fatta un’analisi preliminare.

Ecco come puoi trovare delle informazioni utili a definire le tue Buyer Personas con Facebook Insights.

Innanzitutto accedi agli Insights della tua Pagina Facebook e vai nella sezione “Persone”:

facebook insights buyer personas

In questa sezione puoi notare i dati demografici relativi ai mi piace della tua Pagina Facebook, come ad esempio il sesso, la fascia d’eta, il paese, la città di provenienza e la lingua parlata divisi a seconda di:

  • dei tuoi fan, ovvero le persone a cui piace la tua Pagina;
  • delle persone che hai raggiunto tra i tuoi fan (e non), ovvero il numero di persone a cui è stato mostrato il tuo post negli ultimi 28 giorni;
  • delle persone coinvolte, ovvero le persone a cui piacciono i tuoi post (o che hanno compiuto una qualche forma di Reaction), che li hanno commentati o condivisi o che hanno interagito con la tua Pagina, ovvero che hanno fatto una qualche forma di engagement sulla tua Pagina Facebook.

Analizziamo insieme queste 3 voci in vista della creazione delle Buyer Personas.

  • I dati relativi ai fan potrebbero non essere così affidabili per la creazione delle tue Buyer Personas (perchè, come dicevamo poco fa, potresti aver fatto crescere i like su Facebook Advertising con una targetizzazione sbagliata)
  • d’altra parte, quelli relativi alle persone raggiunte sono molto dipendenti dalla Portata Organica dei tuoi aggiornamenti di stato, ovvero da quante e quali persone riesci a raggiungere sulla tua Pagina;
  • la terza sezione, quella alle Persone Coinvolte, è secondo me la più interessante per capire chi sono le persone potenzialmente interessate ai tuoi prodotti e servizi. In questa sezione puoi scoprire infatti chi effettivamente interagisce con i tuoi contenuti, indipendentemente che costituisca la grande parte dei tuoi mi piace o meno.

Analizziamo i grafici seguenti.

Come puoi vedere, la fetta di donne tra i 35 e i 44 anni a cui piace questa Pagina è solo del 12%, minoritaria rispetto, ad esempio, agli uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che costituiscono il 24% dei fan della Pagina:

facebook insights buyer personas

Tuttavia, se andiamo a vedere chi effettivamente interagisce sulla Pagina, notiamo un fenomeno strano: le donne tra i 35 e i 44 anni sono proprio tra coloro che registrano il maggior tasso di engagement sulla Pagina.

facebook insights buyer personas

Cosa possiamo concludere da questa analisi? Che se volessimo trarre dei dati sulle Buyer Personas dall’analisi degli Insights della nostra Pagina Facebook dovremmo pensare che sono:

  • donne;
  • di età compresa tra i 35 e i 44 anni;

#2: Definire le Buyer Personas con gli Insights del Pubblico di Facebook Advertising

Gli Insights della Pagina Facebook non solo il solo modo di trarre delle informazioni sui nostri potenziali clienti: è possibile carpire delle informazioni utili a definire le nostre Buyer Personas anche con gli Insights del Pubblico di Facebook di Facebook Advertising.

Il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising è una funzione che ti consente di trovare sul social media degli utenti di cui possiedi già un dato di contatto, come ad esempio una email, un numero di telefono.

Come possiamo definire il nostro target con l’aiuto del Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising?

Ipotizziamo tu abbia delle email, dei numero di cellulare dei tuoi clienti, ovvero di persone che hanno già acquistato il tuo prodotto o servizio.

Una volta che hai creato un Pubblico Personalizzato con questi dati di contatto, nella sezione degli Insights sul Pubblico  puoi scoprire numerose informazioni relative a quella lista di contatti.

Se non possiedi ancora dei dati di contatto dei tuoi clienti, magari perchè devi ancora definire il target per la tua attività, puoi comunque trarre delle informazioni inserendo determinate informazioni sul tuo Pubblico ideale.

Per farlo innanzitutto devi accedere alla sezione relativa agli Insights sul Pubblico:

insights sul pubblico facebook advertising

A questo punto puoi decidere se visualizzare gli Insights sul Pubblico relativi a:

  • un Pubblico che hai già creato, come ad esempio la lista degli indirizzi email o dei numeri di cellulare dei tuoi clienti;
  • i visitatori del tuo sito web; 
  • un Pubblico di cui andrai ad inserire le caratteristiche;
  • il Pubblico costituito da chi ha cliccato “mi piace” sulla tua Pagina;

insights sul pubblico facebook advertising

 

Grazie agli Insights sul Pubblico di Facebook Advertising puoi scoprire dati sul tuo target di potenziali clienti come:

  • età;
  • sesso;
  • situazione sentimentale;
  • livello di istruzione;
  • titolo professionale;
  • Pagine a cui hanno cliccato mi Piace;
  • luoghi;
  • dispositivi usati.

Audience Insights facebook ads

Da questa analisi possiamo scoprire, ad esempio, che chi ha come interesse la trasmissione “Masterchef” in Italia:

  • è perlopiù uomo (l’avresti pensato?) di età compresa tra i 18 e i 34 anni;
  • è sposato;
  • ha un’istruzione universitaria;
  • lavora nelle vendite e nell’amministrazione;
  • ha cliccato mi piace anche su Pagine ironiche su Masterchef come questa;
  • vive in Puglia;

#3 Definire le Buyer Personas con Google Analytics

Un terzo metodo per comprendere le caratteristiche dei nostri potenziali clienti è l’analisi del Pubblico in Google Analytics:

Dati demografici panoramica Google Analytics

Grazie all’analisi della sezione relativa al Pubblico puoi scoprire dei dati utili alla definizione delle Buyer Personas, come ad esempio:

  • età;
  • sesso;
  • interessi, divisi nelle tradizionali categorie di Rete Display Categorie di Affinità e Segmenti di InMarket;
  • lingue e località;

Conclusioni

Con i dati raccolti grazie agli Insights della Pagina Facebook, del Pubblico di Facebook Advertising, di Google Analytics e con altri metodi come la creazione delle Buyer Personas con Pinterest, avrai una serie di informazioni che puoi ordinare per creare i Personaggi, ovvero i modelli, gli archetipi dei tuoi potenziali clienti.

Definire con esattezza il tuo target ti consente di trarne le dovute conseguenze per il tuo sito, in termini di testo, comunicazione, formattazione.

E tu come raccogli informazioni sul tuo target? Parliamone nei commenti!

 

 

 

 

7 Modi in Cui le Facebook Reactions Cambieranno il tuo Marketing e Advertising su Facebook

Facebook ha introdotto su scala globale le Reactions: se prima l’interazione, quindi l’engagement, su un determinato aggiornamento di stato poteva consistere in un “mi piace”, un commento o una condivisione, ora il like diventa solo una delle “reazioni” possibili a un contenuto che compare nel proprio newsfeed.

Attivare le Facebook Reactions su un aggiornamento di stato è semplice: basta posizionarsi con il mouse sopra il “mi piace” e selezionare la reazione desiderata tra varie emoij, a scelta tra “mi piace”, “love”, “ahah”, “wow”, “sigh” e “grr”.

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Ecco le Reaction presentate proprio dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, con un aggiornamento di stato:

get-facebook-reactions-anywhere

Al di là delle considerazioni sociologiche sulle Reactions, gli aspetti interessanti relativi al marketing su Facebook sono 7:

  1. i motivi squisitamente markettari per cui Facebook ha deciso di introdurre le Reactions;
  2. come le Reaction ampliano la sfera delle possibili interazioni su un aggiornamento;
  3. in che modo le Reactions complicano la vita al social media manager nella sentiment analysis;
  4. se e come queste estensioni del classico “mi piace” concorrano a influenzare la visibilità degli aggiornamenti di stato nel newsfeed;
  5. se e come queste estensioni del classico “mi piace” concorrano a influenzare Facebook Advertising;
  6. come calcolare le Reactions negli Insights della Pagina;
  7. le prospettive che aprono le reazioni sul marketing e l’advertising futuro di Facebook.

Vediamolo insieme partendo dai motivi che hanno spinto Facebook a introdurre questa novità e le ricadute sul marketing.

Reactions: la risposta ai 2 trend del momento, Mobile e Millenials

Uno dei motivi che si adducono come causa dell’avvento delle Reactions è la diffusione del mobile: abbiamo già visto in altri post come l’ascesa crescente del mobile stia influenzando anche Google, che a questo proposito ha tolto gli annunci di Adwords sulla parte destra della SERP e ne ha aggiunto uno in premium position.

Non c’è quindi da stupirsi che anche Facebook stia seguendo un trend, confermato dall’acquisizione di Whatsapp e dal fatto che secondo una recente statistica di We Are Social i social media (in senso lato) più usati sono proprio APP mobile come  Whatsapp, Facebook (Mobile) e Messenger:

Digital Social Mobile in 2015

Un’altro interessante motivo può essere dovuto alla necessità di recuperare un pubblico, quello dei Millenials, in fuga verso social percepiti come più giovani, come Instagram e Snapchat.

Non a caso i Millenials sono anche coloro che cercano sullo smartphone prima di effettuare un acquisto:

Reactions: da 4 a 10 modi di fare engagement

Come dicevamo all’inizio, l’introduzione delle Reactions amplia lo spettro dei modi di avere un’interazione su un aggiornamento della Pagina Facebook o del profilo personale.

Prima il tasso di engagement sulla Pagina e sul post veniva calcolato rispettivamente come segue (immagine da SocialBakerd.com):

engagement rate

Ora ai Like dovranno aggiungersi anche le altre 6 emoticon, che a detta dello stesso Facebook come vedremo hanno lo stesso peso del “mi piace”.

Ma cosa stanno a significare nel concreto le 6 nuove emoji?

E in che modo la loro interpretazione è una bella gatta da pelare nell’analisi del sentiment?

Partiamo col rispondere alla prima domanda.

Like / Mi Piace

like

E’ il tasto per eccellenza.

Esprime approvazione e c’è anche da dire che è il modo più immediato e veloce di esprimere un’interazione sull’aggiornamento.

Love

love

Va probabilmente interpretato come un pulsante che esprime un coinvolgimento più profondo del like.

Ahah

haha

Il post ti è piaciuto nel senso che ti ha divertito? Ecco l'”ahah”.

Wow

wow

Esprime stupore.

Sigh

sigh

Esprime tristezza e come vedremo tra poco nell’analisi del sentiment può essere usato in contesti in cui si prova empatia per una notizia triste.

Grrr

grrr

L’emoji della rabbia, della disapprovazione aperta: attenzione però, come nel caso precedente non è detto che indichi disapprovazione nei confronti del post, ma empatia nei confronti della notizia pubblicata.

In un aggiornamento di stato si possono usare tutte le Reactions, ma solo le prime 3 più usate vengono visualizzate in anteprima.

Inoltre, le Reactions, a differenza dei commenti, non possono essere cancellate.

Una prima conseguenza dell’introduzione di queste diverse sfumature emozionali su Facebook potrebbe riguardare proprio i commenti: le persone, per esprimere disapprovazione, potrebbero passare direttamente attraverso il “grrr”, più immediato e veloce di un commento negativo.

Facebook Reactions: La Sentiment Analysis si tinge di giallo?

Ok, se mobile e millenials possono essere viste tra le principali chiavi di volta di questa innovazione da parte di Facebook, cosa sono queste Reactions e cosa significano? Come possono essere usate?

In realtà a queste domande non deve dare risposta solo l’utente, ma anche il social media manager incaricato di capire non solo come cambia il calcolo dell’engagement in seguito all’introduzione delle Reactions, ma anche come interpretare il mood, l’intenzione emotiva che sta dietro a una reazione.

Se in un aggiornamento di stato “commerciale” di un’azienda che sta promuovendo un prodotto o servizio dovessero comparire delle Reactions come “sigh” e “grrr” potrebbero indicare un segnale negativo.

Ad esempio, in questo aggiornamento di stato di Vodafone, “grrr” è una delle 3 reactions più usate:

facebook reactions

Ma “sad” e “grr” non sono emozioni da interpretare come “negative” per forza.

Prendiamo il caso della Pagina Facebook di una testata editoriale, che in quanto tale pubblicherà anche notizie di cronaca, ad esempio questo aggiornamento di stato, tratto dalla Pagina Facebook del Gazzettino di Padova:

facebook reactions

Al di là del tema “cuccioli”, che è un assist all’engagement 😉 il dato interessate sono le Reaction segnate qui nel riquadro rosso: come interpretare i “grrr” e i “sad”?

Non certo come una presa di posizione dei fan contro il Gazzettino, ma come un segnale di empatia nei confronti della notizia, di rabbia nei confronti dei colpevoli  e tristezza per i cani.

Ecco quindi che la sentiment analysis di un brand, di una Pagina o di un aggiornamento richiederà un’analisi ulteriore, finalizzata a capire che cosa realmente significano di volta in volta le Reactions.

E l’obiettivo di Facebook sembra proprio essere dare alle aziende uno strumento per capire con più precisione cosa si nasconde dietro l’engagement. Richard Sim di Facebook a questo proposito afferma che

Reactions gives businesses a really crisp way of understanding on a multi-dimensional level how people are feeling about the things that they’re posting.

Non esiste un engagement positivo o negativo, ovvero le Reactions valgono lo stesso nel newsfeed

Come impattano le varie sfumature di reactions sulla visibilità dei post?

L’introduzione di emozioni come “grrr” o “sigh” potrebbe portare a pensare che un aggiornamento di stato, in presenza di queste reazioni, possa avere un peggioramento sulla visibilità  del post.

In realtà, a detta dello stesso Product Manager di Facebook Sammi Krug, l’impatto sul newsfeed  delle varie Reactions è lo stesso, ovvero che io abbia 10 “like”, o “love” o abbia 10 “angry” o “sigh”:

Reactions will have the same impact on ad delivery as likes.

Nonostante questo, Facebook, per bocca di Richard Sim, non esclude che, col tempo e con una crescente comprensione di come le Reactions dicono su ciò che le persone vogliono vedere nel newsfeed, Facebook non voglia trattare  le reactions, come ad esempio “love” e “haha” in modo differente, come fattori algoritmici che impattano in modo differente sulla visibilità dei post:

Over time we do expect to have a better understanding of how these different Reactions impact what people want to see in their news feed. So it’s very possible that loves or hahas may be treated differently. We’re going to learn this as we’re going through testing.

Come Calcolare le Reactions con Facebook Insights

Se prima, per ogni post e pagina, potevo fare il calcolo dell’engagement calcolando la somma dei mi piace, delle condivisioni e dei commenti, ora il discorso non cambia, o meglio accanto all’analisi dei like sarà necessario integrare il conteggio delle altre Reactions.

Negli Insight della Pagina è già possibile vedere il calcolo delle Reactions distinto da quello di commenti e condivisioni:

insights facebook reactions

Se clicchi sopra al post in questa sezione si aprirà una schermata che ti riassume i dettagli del post, comprensivi delle Reactions.

facebook-reactions-insights

Per l’Italia sembra che questo tipo di analisi non sia ancora possibile, ma ecco come appare da un articolo di Kristi Hines su Social Media Examiner:

facebook-reactions-insights-post-details

In integrazione alle statsitiche relative al singolo post, Facebook sta testando un grafico che rappresenta le Reactions, come anticipa Social Media Today:

facebook reactions graph

Facebook Reactions e Facebook Ads

Qual’è l’impatto delle Facebook Reactions sul programma di advertising di Facebook?

Analogamente all’influenza delle Reactions sulla portata organica, ovvero sulla visibilità non a pagamento di un post, si potrebbe pensare che le Reactions negative possano avere delle influenze anche in Facebook Ads, un pò come avviene con l’uso del pulsante “remove” su un’inserzione di Facebook Advertising.

Ma così non sembra, anche se l’introduzione delle reazioni porta a 5 conseguenzse per gli inserzionisti, come afferma lo stesso Facebook nel Centro di Assistenza per gli inserzionisti:

  • innanzitutto, come abbiamo già visto, le metriche che calcolano i “Mi piace” considereranno anche le reazioni. Tuttavia, afferma Facebook, non saranno forniti dettagli relativi alle singole reazioni.
  • Gli inserzionisti che desiderano vedere i dettagli delle reazioni, potranno farlo esclusivamente negli Insights della Pagina.
  • Le reazioni sono considerate allo stesso modo dei “Mi piace” per la pubblicazione delle inserzioni (ad es. “Wow” non ha un valore superiore rispetto al “Mi piace” nell’asta).
  • Come non puoi rimuovere un “Mi piace”, non potrai eliminare neanche una reazione.

4 prospettive future delle Reazioni sul Marketing e l’Advertising su Facebook

Quali sono le prospettive future delle Reazioni di Facebook sul marketing e sull’advertising? Eccone 4:

  • Innanzitutto, come abbiamo visto, l’analisi delle reactions richiederà uno sforzo maggiore nell’analisi del sentiment;
  • D’altra parte le persone potrebbero essere stimolate a ridurre i commenti a favore delle Reactions, più immediate e veloci;
  • Come si evolverà Facebook Advertising con l’introduzione delle Reactions? Alcuni Advertisers aspettano con ansia il momento in cui sarà possibile profilare in base alla reaction. Ad esempio, potresti voler intercettare chi tra i tuoi Fan è più propenso al “love”, o i clienti scontenti che fanno spesso “grrr”.
  • Le reazioni potrebbero avere anche un impatto sull’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook. Lo stesso Facebook non esclude che in futuro, in presenza di una maggiore consapevolezza di come gli utenti di Facebook usano le reazioni, le emoji  possano costituire un aspetto che influisce sulla visibilità di un post.

E tu come vedi il futuro del marketing e dell’advertising su Facebook con l’introduzione delle Reazioni? Parliamone nei commenti!

Credits: Immagine in anteprima da Montulli.it.

 

7 Strategie di Acquisizione Clienti per Piccole Attività Locali

Per chi possiede una piccola attività locale, ad esempio un parrucchiere, un’estetista, un negozio in provincia, molto spesso la promozione e il marketing si riducono al passaparola, alla cura della vetrina e a qualche attività di marketing tradizionale come il volantinaggio.

D’altra parte, il marketing online è spesso visto come un’attività per siti ecommerce o grosse attività commerciali.

In questo post andiamo a vedere come in realtà il web marketing si possa applicare in modo performante e mirato anche a piccole attività locali, lontani da grandi centri, la cui clientela spesso è composta da persone che abitano nei limitrofi dell’attività.

Le 7 strategie di acquisizione clienti per piccole o media attività locali di cui parleremo consentono infatti al titolare di un negozio di intercettare persone che coincidono con il proprio target in una ristretta zona geografica, come i dintorni di un quartiere o un comune.

Vediamole insieme partendo dalla prima, la notorietà in zona di Facebook Advertising.

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La notorietà in zona di Facebook Advertising (Raggiungi le persone vicine alla tua azienda)

La notorietà in zona è una funzione di Facebook Advertising che ti consente di mostrare i tuoi annunci su Facebook a chi abita entro un arco chilometrico predefinito.

Una volta entrato nella Gestione Inserzioni di Facebook Advertising, scegli l’obiettivo “Raggiungi le persone vicine alla tua azienda”:

notorietà in zona facebook ads

Una volta fatto, inserisci l’indirizzo della tua attività locale e scegliere l’arco chilometrico in cui visualizzare le inserzioni, a partire da un chilometro:

raggiungi le persone vicine alla tua azienda facebook ads

Perchè la notorietà in zona è uno strumento efficace per attività locali?

Perchè le attività locali hanno una clientela che solitamente viene dai limitrofi.

Facciamo un esempio: Paolo è un Parrucchiere che ha il suo salone in provincia di Padova,  a Conselve, 20 km dal centro.

Chi è la clientela (target) di Paolo?

Probabilmente donne, di età compresa tra i 25 e i 55, che abitano in un arco di 5 km dalla sede del salone. Attenzione, non pretendo che questo sia un target esatto, in ogni caso è altamente plausibile che un’attività come un parrucchiere abbia una clientela che viene dai limitrofi del negozio.

Ecco perchè la notorietà di zona può essere una strategia efficace per Paolo: perchè gli consente di andare proprio a rendersi visibile alle potenziali clienti che risiedono nella propria zona di influenza con una strategia specifica, ad esempio un taglio o un colore a prezzo concorrenziale.

Il Targeting per Raggio di Google Adwords

Anche Google Adwords, il programma pubblicitario di Google, permette di mostrare i propri annunci a persone che si trovano in una determinata area geografica o hanno manifestato interesse per essa.

Una volta creata una Campagna, nella sezione località delle impostazioni puoi scegliere una determinata località di provincia.

Riprendiamo il caso di Paolo il parrucchiere di Conselve: in questo caso Paolo potrà selezionare non solo il comune dove è ubicata la sua attività:

Gestione campagne Google AdWords località

Ma anche selezionare un raggio chilometrico a partire da un indirizzo specifico, a partire anche qui da 1 km:

Gestione campagne Google AdWords targeting per raggio

Analogamente alla notorietà in zona di Facebook Ads, il targeting per raggio di Google Adwords permette di targetizzare il proprio annuncio in un raggio limitrofo a dove è situata la propria attività.

Il targeting per raggio di Google Adwords e la notorietà in zona di Facebook Advertising sono strumenti ideali per qualsiasi attività, siano parrucchieri, pizzerie per asporto, ristoranti, negozi di bricolage, i cui potenziali clienti vengono dai limitrofi.

Google My Business

Abbiamo visto come un’attività locale può rendersi visibile su Google con il targeting per raggio. Ma questa modalità di targetizzazione di Google Adwords non è l’unica per rendersi visibile su Google.

Come saprai, rendersi visibile su Google è possibile non solo con i risultati sponsorizzati di Google Adwords ma anche tra i risultati organici SEO.

Attenzione però: per un attività locale un posizionamento organico tradizionale, ovvero usando parole chiave è una strategia poco sensata. Cerchiamo di capire il perchè con un esempio.

Ipotizziamo di avere un ristorante – trattoria ancora una volta a Conselve, o in qualsiasi comune non vicinissimo a una grossa città.

Il primo passo di un lavoro di posizionamento organico SEO è la scelta delle parole chiave. Nel nostro caso, da un veloce brainstorming, potrebbero emergere delle parole chiave come “ristorante Conselve” o “trattoria Conselve”.

Se andiamo a verificare sullo strumento di Pianificazione delle parole chiave di Google Adwords quante persone cercano su Google le nostre parole, ecco cosa scopriamo:

Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords

Con 20 o 30 ricerche mensili locali, anche posizionandoci in prima o seconda posizione in prima pagina, con un CTR stimato del 10-15% andremmo a ottenere probabilmente 4 visite al mese, un pò limitate, tanto più che visite non significano prenotazioni!

Se poi andiamo a vedere i relativi risultati di ricerca di queste parole chiave, notiamo che i primi risultati sono occupati da mappe di Google:

ristoranti conselve Cerca con Google

I risultati che vedi in questa SERP sono probabilmente la maniera più efficace per rendersi visibile su Google senza Google Adwords: per inserire la propria attività tra questi risultati è necessario innanzitutto iscriversi a Google My Business, che ti consente di mettere in evidenza le giuste informazioni sulla tua attività nella Ricerca Google, su Maps e Google+. In questo modo le informazioni verificate sulla tua attività possono essere visualizzate su Google Maps, permettendo così a potenziali clienti di rendere visibili i tuoi contatti, le valutazioni e le recensioni sulla tua attività:

Google My Business

Una volta inserita la propria attività su Google My Business, bisogna procedere con alcune accortezze per il posizionamento della propria attività sulle Mappe di Google, la cosiddetta Local SEO.

A questo proposito ti consiglio questo corso di Posizionamento Google Maps.

Sms Marketing

Abbiamo visto alcune strategie per raggiungere potenziali clienti che risiedono in un raggio chilometrico limitrofo alla propria attività.

Ma come fare a vendere di più ai clienti attuali? O semplicemente connettersi con quelli che entrano in negozio senza comprare, ad esempio chi entra in un negozio di abbigliamento giusto per “dare un’occhiata”?

Ipotizziamo il caso di Paola, che ha un negozio di abbigliamento in provincia.

Qualcuno vede la vetrina, entra e dà un’occhiata: probabilmente uscirà senza comprare, perchè ci deve pensare o chissà.

Un ottimo modo per connettersi all’utente e poterlo informare di eventuali promozioni o altro, insomma di farlo rientrare in negozio, è creare una “tessera fedeltà” che consenta sconti o promozioni: in cambio di uno sconto sul primo acquisto potresti chiedere al tuo cliente di lasciare i propri dati.

In questo modo puoi ottenere:

  • il numero di cellulare per inviare SMS, come vedremo tra poco;
  • altri dati di contatto come l’email;
  • informazioni come sesso, località…che ti possono servire per capire il tuo target.

Gli SMS sono un modo diretto, veloce di informare il tuo potenziale cliente, sopratutto se il tuo target è composto da persone che non usano tanto la mail o se le tue comunicazioni richiedono di essere comunicate con prontezza, come nel caso di promozioni lampo.

Efficaci innanzitutto per la loro copertura a livello nazionale: i dispositivi mobili sono lo strumento con il più alto grado di penetrazione tra la popolazione: il 97% degli italiani ne possiede uno, per un totale di quasi 50 milioni di dispositivi.

Una volta ottenuti i numeri di cellulare di tuoi potenziali clienti, puoi usare dei sistemi per inviare SMS su promozioni o altri eventi, con sistemi come

Ma sono veramente efficaci gli SMS come strumento di marketing?

Secondo una statistica di Nielsen, The Mobile Consumer del Febbraio 2013, in Italia:

  • l’89% degli intervistati trascorreva la maggior parte del proprio tempo col cellulare scrivendo e ricevendo sms;
  • il 22 % dichiarava di ricevere inoltre pubblicità via messaggio, scegliendolo di fatto come canale mobile preferenziale.

Proprio in merito alla pubblicità via SMS, secondo una statistica riportata da Ninja Marketing sul SMS Marketing, il ritorno dell’investimento di una campagna con coupon sconto via SMS si attesta tra il 15% ed il 40%, rispetto al 2% dei tradizionali coupon stampati;

Secondo uno studio compiuto da Vola.it, l’sms marketing:

  •  Ha una diffusione universale: il 90% di chi ha un cellulare utilizza l’SMS (contro il 22% che usa l’email da mobile);
  •  E’ diretto e rilevante: il 97% degli SMS vengono letti entro 5 minuti dalla ricezione (rispetto al 10% delle email);
  •  E’ immediato e consente l’interattività: il 32% di chi riceve un SMS promozionale vi risponde / interagisce.

Email Marketing

Come abbiamo visto, una “tessera fedeltà” può essere un metodo efficace per acquisire contatti e informazioni sui nostri clienti e potenziali clienti.

Accanto al SMS, un metodo di comunicazione possono essere le mail.

A differenza del SMS, le mail sono ovviamente meno immediate e dirette e quindi possono essere sfruttate in 2 modi:

  • o per l’invio di newsletter periodiche, ad esempio con sistemi come MailChimp;

Come acquisire lead dai cartelloni pubblicitari con i Lead Digits di Lead Pages

Molto spesso le piccole attività locali usano strumenti di marketing tradizionale come i cartelloni pubblicitari.

Tuttavia i cartelloni pubblicitari hanno 2 problematiche:

  • il target è poco definito;
  • il ROI è difficilmente valutabile.

Se sul primo aspetto non c’è molto da fare, è possibile comprendere il ritorno dell’investimento di un cartellone pubblicitario e allo stesso tempo acquisire lead grazie a un sistema, i Lead Digits di Lead Pages.

Lead Digits è uno strumento innovativo di Lead Pages, il noto sito per la creazione di landing pages.

Come funziona Lead Digits? Basta inviare un sms a un numero specifico per attivare una sequenza, simile a quella di un autoresponder.

Ecco un esempio di applicazione dello strumento: vedi un cartellone pubblicitario che sponsorizza un’appartamento.

Per avere maggiori informazioni ti chiede di inviare un sms a un numero. Una volta fatto, ti chiede di lasciare una mail per l’invio di ulteriori informazioni, mail che verrà inserita nel tuo programma di gestione delle newsletter:

 LeadDigits How to Get Leads Via Text Messaging

 

Instagram Ads

Advertising Instagram for Business.

Ritorniamo a Paola, la titolare di un negozio di abbigliamento di provincia.

La moda, come altri settori, si fonda molto sull’aspetto visivo, sulle immagini, sulle foto: quale canale migliore nel web per valorizzare i contenuti visivi come i vestiti del negozio di Paola con social visual come Instagram?

Oltre alla creazione del proprio profilo sui 2 social, un’attività locale come un negozio di abbigliamento può incrementare la visibilità dei suoi prodotti con i rispettivi programmi di advertising del social, Instagram Ads: vediamolo insieme.

Il programma pubblicitario di Instagram si può gestire tramite il programma pubblicitario di Facebook Advertising.

E’ chiaro che, analogamente a quanto abbiamo visto per l’obiettivo “notorietà in zona”, dovrai selezionare come target le persone che risiedono limitrofe alla tua attività.

Conclusioni

La grande sfida del piccolo commerciante è cercare di usare strumenti di marketing che consentano di intercettare il proprio target e allo stesso tempo avere un ritorno dell’investimento.

Se i mezzi tradizionamente usati, come il volantinaggio e la cartellonistica pubblicitaria o le inserzioni nei giornali riescono difficilmente ad intercettare il target di potenziali clienti e ancora meno a far capire all’imprenditore il relativo ritorno dell’investimento, le 7 strategie di web marketing per piccole attività locali che abbiamo visto in questo post consentono di:

  • definire e raggiungere con precisione il target dei propri clienti potenziali, sopratutto se interessano un’area geograficamente definità;
  • procedere con un investimento minore rispetto ad altri canali ed assolutamente variabile, come nel caso di Facebook Ads, Google Adwords e Instagram Ads, o addirittura gratuito come nel caso di Google My Business;
  • capire con esattezza il ROI, il ritorno di investimento dell’iniziativa.

La tua attività di provincia che strumento usa per acquisire clienti? Parliamone nei commenti!