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Come fare link building nel 2014 secondo CognitiveSeo.com

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Agli sgoccioli del 2014 ho pensato fosse utile riportare un’intervista della fine del 2013 (è datata 1 novembre) in cui  Razvan Gavrilas di cognitiveSEO, il noto software per la link building, intervista  Wiep Knol di wiep.net.

Embeddo qui sotto il video integrale dell’intervista, mentre di seguito discuto alcune parti dell’intervista traducendo delle parti e commentandole.

Partiamo con i contenuti dell’intervista: Razvan Gavrilas e  Wiep Knol partendo da uno sguardo retrospettivo alla link building com’era, affrontano le prospettive di come sarà.

Wiep inizia dicendo che

una delle cose più importanti che è in corso è la lenta guerra fredda di Google contro la costruzione di link, non in sé ma contro il lato cattivo modo di fare link building.

Sì è passati, a detta di Wiep, da una SEO “nascosta”, fatta di link nascosti agli utenti ma non a Google, come quelli contenuti nei widget, nelle web directory, nei commenti…a una forma di link building alla luce del sole, che Google stessa cerca di incentivare, come guest post, infografiche etc.

In generale, secondo Wiep:

  1. Se un link può essere ottenuto molto facilmente, Google probabilmente non gli attribuirà un così grande valore.
  2. Il link building sta diventando sempre più marketing di contenuti, di Public Relations che prendono il sopravvento sulla parte tecnica.
  3. Una strategia di link building non è univoca, ma va tarata a seconda del settore, dell’anzianità del sito e di altri parametri (gli esempi affrontati riguardano siti giovani, di piccoli nicchie e concernenti il gioco d’azzardo)
  4. Google, con penalizzazioni e messaggi su Google WebMaster Tool sui profili di link innaturali, sta cercando di prendere maggiori informazioni possibili per migliorare i propri algoritmi;
  5. In certi paesi più piccoli, il livello di spam è ancora elevato, in quanto Google non ha ancora l’accuratezza raggiunta, ad esempio, su Google.com.

Co citazioni e peso dell’anchor text

L’intervista diviene ancora più interessante quanto Wiep affronta uno dei temi caldi del link building attuale, le co citazioni e il peso dell’anchor text:

Razvan: Vediamo un’altra domanda da parte dei nostri ospiti (…) Quanto è grande il ruolo della co-citazione e co-occorrenza nel futuro della SEO e di contro l’uso di anchor text ricchi di parole chiave?

Wiep: la Co-citazione per me è molto importante, perché Google è molto più intelligente nel capire il soggetto di un sito non solo per il contenuto ma anche grazie alle co-citazioni, che stanno svolgendo quindi un importante ruolo.

Razvan: Pensi che il testo di ancoraggio diminuirà il suo valore nel tempo?

Wiep: Spero proprio di sì, perché è il segnale più innaturale che Google attualmente considera. Un link con anchor text commerciale (cioè anchor text con la parola chiave exact match ndr) non è qualcosa che qualcuno farebbe naturalmente di suo.

Razvan: A mio parere il testo di ancoraggio ha perso molto della sua importanza perché Google cerca di capire e identificare le parole chiave in prossimità di quel testo di ancoraggio.

Wiep: L’anchor Text è stato il principale fattore determinante, ma la sua importanza è diminuita nel corso degli ultimi anni, e penso che il suo posto sia stato preso da pertinenza e autorità. (…) Penso che quando si desidera posizionarsi per una determinata parola chiave, è molto utile ottenere un link dal sito web che è aurevole (vital) per quella parola chiave. (…) Se si può ottenere un link da quel sito, avrà un impatto molto grande, più di quello fornito dall’ancor text.

Compravendita di link e link nei commenti

Per quanto riguarda l’utilizzo di tecniche esplicitamente interdette da Google, come la compravendita di link e tipicamente spam, come i link nei commenti, Wiep sembra pensarla così:

Non raccomanderei la compravendita di link, per quanto determinare se un link sia o meno acquistato rimane una “grey area”, l’importante è lasciare o meno “footprints” (impronte)…

I link nei commenti, se non costituiscono il 99% dei link del profilo di backlink e non sono ottenuti da un software automatico, non danno problemi

Il ruolo dei social signals

Sui social signals come segnale di ranking, Wiep è sferzante:

Wiep: Exactly the so called correlation studies between the top search results that the top ranking websites have more social votes, than websites that don’t rank. It’s made basically it’s often the other way around. It’s not that they rank because of those signals, but they have those signals because they rank well.

Della serie non sono i social signals a far posizionare un sito, ma è il posizionamento di un sito a far crescere i social signals.

Considerazioni Finali

L’intervista affronta molti temi corredati da altrettante case histories, ma i punti a mio parere realmente interesanti che emergono sono:

  • il ruolo tutt’ora centrale della link building nel posizionamento di un sito;
  • la necessità di ottenere link in modo percepito come naturale da Google  ancora più di prima: a questo proposito usando con ancora più moderazione l’anchor text con parola chiave, il cui gradi di tolleranza da parte di Google varia a seconda delle SERP;
  • la necessità di ottenere link in modo percepito come naturale, con iniziative di PR, content marketing e contenuti che suscitino da sé link baiting;
  • a fronte della diminuzione del peso dell’anchor text, assumono valore le co cotazioni e autorità e pertinenza del sito in cui link compare;
  • il fatto che tecniche spam o grey hat come compravendita di link e link in commenti…possano essere continuate, ma con moderazione, senza lasciare impronte e soprattutto non facendole avere un ruolo maggioritario nel profilo di backlink di un sito web.

 

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