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I 37 Fattori di Posizionamento SEO 2015: la Tavola Periodica di SearchEngineLand.com

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Come ogni anno, SearchEngineLand.com ha pubblicato un’interessante infografica, che riassume nella forma di tavola periodica degli elementi, i fattori di posizionamento organico SEO più rilevanti per il 2015.

Search Engine Land Periodic Table of SEO Success Factors

La tavola periodica (SEO Table) è divisa in 3 sezioni principali:

  • Fattori On Page
  • Fattori Off Page
  • Penalizzazioni

Prima di andare a spiegare nel dettaglio i vari elementi della tavola periodica, riepiloghiamo cosa si intende per fattori on page e off page di posizionamento: quando Google deve valutare se e dove posizionare un sito web sulla SERP relativa a una determinata parola chiave, tiene conto fondamentalmente di 2 macro fattori: la Pertinenza del sito in relazione alla parola chiave per cui vuole rendersi visibile, espressa dalla presenza nel sito (on page, o on site) della stessa parola chiave in certi punti sensibili e la Popolarità del sito, espressa da fattori off page come i link in entrata.

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Contenuto

I primi fattori on page che la Tavola considera sono quelli relativi al Contenuto, espressi dagli acronimi Cq, Cr, Cw, Cf, Cv.

Cq: Content Quality

Il tuo sito offre contenuti di qualità? E’ questa la domanda che sta alla base del fattore Cq, Content Quality: non a caso anche gli ultimi aggiornamenti algoritmici di Google come il Quality Update di Maggio 2015 si concentrano sulla qualità del contenuto.

Cr: Content Research / Keyword Research

La ricerca e selezione delle parole chiave è l’aspetto preliminare di un’attività di posizionamento organico SEO, prima ancora dei fattori on page e off page.

Cw: Content Words

Ok, ho scelto le parole chiave più adeguate: quanto devo inserirle? Pur mancando una percentuale fissa di ripetizione delle parole chiave all’interno del testo (si potrebbe dire che la keyword density è diversa a seconda della SERP), ciò non significa non fare attenzione ad altri aspetti fondamentali, come la lunghezza del contenuto, l’occorrenza delle parole chiave da posizionare nel contenuto, rispettando buon senso, leggibilità e magari l’uso di sinonimi per strizzare l’occhio a LSI e LDA.

Cf: Content Freshness

Google ama i contenuti nuovi: fin dal Freshness Update del 2011, il contenuto recente è ben visto da Google.

Cv: Vertical Content

Cosa si intende con questa categoria? La cosiddetta Blended o Universal Search, rappresentata sulle SERP di Google da Mappe, Immagini, News, Video. Per quanto la Blended o Universal Search abbia dei criteri di posizionamento alternativi a quelli organici (come ad esempio il posizionamento sulle Mappe di Google), influisce notevolmente sui risultati organici, se non altro perchè ne condiziona il CTR.

Architettura

Veniamo ai fattori contraddistinti dalla lettera A, relativi all’architettura del sito web.

Ac: Site Crawlability

Una corretta indicizzabilità delle pagina del sito web può costituire un fattore importante per il sito web. I problemi di indicizzazione più frequenti possono verificarsi con un uso scorretto di Robots.txt, o di JavaScript e Flash. Un buon strumento per migliorare l’indicizzazione del sito web può essere dato dall’utilizzo di una Sitemap in HTML e XML o tramite Feed, che si può sottomettere a Google Webmaster Tool.

Ad: Duplication / Canonicalization

Duplicazione di contenuto e rel Canonical: se nel primo caso abbiamo una problematica che può portare a penalizzazione, il secondo problema è risolvibile indicando a Google quale versione considerare di due pagine e impostando  rel=canonical  e redirect 301.

Am: Mobile Friendly

Tornato prepotentemente alla ribalta il 22 aprile con l’aggiornamento algoritmico Mobile Update AKA “Mobilegeddon”, la modalità responsive è un must have per ogni sito web, non solo per evitare l’impatto negativo dei siti non responsive sul traffico organico, ma anche per le conseguenze sul tasso di conversione.
La diffusione della navigazione da mobile e dei relativi acquisti obbliga ormai i siti ad adeguarsi alla modalità responsive, anche in tema di email marketing.

As: Site Speed

Un altro aspetto che determina un vantaggio nel ranking organico a detta di Google è proprio la velocità di caricamento di un sito. Non a caso lo stesso Google ha rilasciato una estensione, Page Speed Tools, che suggerisce le azioni da implementare per migliorare la velocità di caricamento di un sito.

Ah:  HTTPS

Https è un protocollo che assicura l’inserimento protetto di informazioni, indispensabile ad esempio nelle procedure di pagamento all’interno degli ecommerce.

HTML

HTML è uno dei codici usati per creare le pagine web, lo scheletro di un sito web. La prima fase del lavoro di posizionamento organico, l’ottimizzazione on page, si realizza proprio inserendo in certi Tag HTML la parola chiave, in modo da suggerire a Google la pertinenza del sito rispetto alla keyword per cui ci si vuole posizionare. Vediamo quindi i Tag più importanti ai fini del posizionamento organico.

Ht: HTML Title Tag

Il title tag è il fattore on page più importante. Per quanto ci siano casi di siti posizionati per una parola chiave senza che questa sia (in forma exact match o partial match) nel title (e questo grazie a un surplus di link building e Trust del sito), non avere la parola chiave nel title tag significa compromettere a propri le possibilità di posizionare il proprio sito per quella keyword.

Hd: The Meta Description Tag

La meta description è un fattore che, più che il posizionamento organico, è funzionale al CTR del sito. Nel momento in cui un utente, davanti a una SERP, deve decidere quale risultato cliccare, una meta description ben scritta può aiutare.

Hs: Structured Data

Mai viste le stelline sotto un risultato in SERP? Recensioni e altri rich snippet più che fungere come fattore di posizionamento organico possono svolgere una funzione analoga a quella della meta description: aumentare le possibilità di clic a parità di impressions, quindi il CTR del sito. I risultati che recano le stelline o altre forme di dati strutturai si rendono più visibili in una pagina di Google rispetto agli altri.

Hh: Header Tags

Gli heading tags: un altro fattore fondamentale nell’ottimizzazione on page. Usati in HTML come “titoletti” per dividere in modo gerarchico i contenuti di un testo, sono usati (sopratutto h1 e h2) per aumentare la tematizzazione e la pertinenza della pagina su certe parole chiave.

TRUST

Cos’è il Trust? In una parola, come dice il termine stesso, la credibilità che ha un sito agli occhi di Google.

Ta: Authority

Un primo aspetto relativo alla credibilità di un sito agli occhi di Google è l’Autorità. Certi siti sono considerati autorevoli, altri meno. A seconda di cosa? Vari fattori, come la quantità e qualità di link, segnali sociali e altri fattori.

Te: Engagement

Un sito di qualità produce engagement, condivisione, interesse. Come fa Google a saperlo? Ad esempio valutando il tempo di permanenza sul sito o il tasso di rimbalzo su Google Analytics, o ancora una volta grazie alle condivisioni sociali del sito.

Th: History

Quanto conta il passato di un sito agli occhi di Google? La storia di un sito web determina ad esempio se si posizionerà più o meno facilmente (sempre che negli anni abbia acquisito dei backlink).

Ti: Identity

Author Rank, il defunto Google Autorship, sono tutti tentativi di Google di associare un’identità ai contenuti del web.

LINK

Nonostante i rumors che danno Google alla ricerca di formulare un algoritmo a cui non servano i link, questi ultimi rimangono il fattore off page principale nel posizionamento organico, oltre che ciò che determina perlopiù il posizionamento di un sito web per una parola chiave.
Se i link possono essere visti come dei voti al sito web, quella dei link non è una democrazia, dove ogni voto vale lo stesso. Certi link valgono più di altri secondo certi fattori. Vediamoli insieme.

 Lq: Link Quality

Se per i link non vale “una testa un voto”, come si valuta la maggiore qualità di un link rispetto a un altro? Ad esempio con la comunanza di ambito, o con la provenienza da un sito considerato di qualità, o con il fatto di essere un link testuale e non sitewide.

Lt: Link Text / Anchor Text

Il famigerato anchor text è il testo del link. Usato fino a un paio di anni fa (e spesso tuttora) inserendo la parola chiave in forma exact match, con l’avvento di Penguin il modo di linkare il proprio sito ha dovuto variare, pena l’incorrere in penalizzazioni.

Ln: Number Of Links

Accanto alla qualità, non poteva mancare la quantità di link in rapporto alla quantità di siti che linkano.

PERSONAL

Pc: Country / Pl: Locality

La geolocalizzazione dei risultati comporta che un medesimo sito, per una stessa parola chiave, possa avere una posizione diversa a seconda che lo si veda da un diversa localizzazione: se questo è poco influente da città a città, da paese a paese può comportare dei notevoli cambiamenti di ranking.
Un supporto dal punto di vista della localizzazione viene dalle mappe di Google Places, i cui fattori di posizionamento sono tuttavia differenti dal classico posizionamento organico. Per saperne di più: Guida al posizionamento su Google Places

SOCIAL MEDIA

Ph: Personal History / Ps: Social Connections + Sr: Social Reputation / Ss: Social Shares

Che dire dei cosidetti social signals, ovvero i like, tweet, +1 come fattori di posizionamento? Se il rapporto tra le condivisioni social e il ranking del sito web sembra essere tale che “non sono i social signals a far posizionare un sito, ma è il posizionamento di un sito a far crescere i social signals“, è indubbio che le condivisioni sociali costituiscono e costituiranno un fattore di importanza sempre maggiore nel futuro.

PENALIZZAZIONI

Come nel mondo del calcio, anche nella SEO ci sono i cartellini gialli e i cartellini rossi, corrispondenti rispettivamente a penalizzazione e BAN. Vediamone insieme alcune tipologie.

Vt: “Thin” or “Shallow” Content

L’avvento dell’aggiornamento algoritmico Panda nel Febbraio 2011 ha determinato la guerra al contenuto finto, breve e senza utilità.

Vc: Cloaking

Il cloacking è una delle tecniche seo “black hat” vecchie come il mondo,  e consiste sostanzialmente nel mostrare all’utente una versione del sito differente rispetto a quella mostrata al motore di ricerca.

Vs: Keyword Stuffing

Un’altra tecnica old style che può portare a penalizzazioni è il keyword stuffing, che consiste nell’infarcire il testo di parole chiave. Tecnica poco rispettosa della leggibilità e anche dell’algoritmo, che non necessita certo di un eccesso di parole chiave per capire la pertinenza del sito intorno ad esse.

Vh: Hidden Text

Ricordi il testo bianco su sfondo bianco?  Ecco un evergreen del testo nascosto, tecnica vintage per nascondere testo agli occhi dell’utente ma non al motore di ricerca.

Vd: Piracy / DMCA Takedowns

Google penalizza i siti che ricevono un gran numero di richieste dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA) per infrangimento dei diritti d’autore, leggi pirateria, streaming e altro.

Va: Ads / Top Heavy Layout

Troppa pubblicità nella parte alta del sito? Ahi Ahi, brutto servizio all’utente e quindi penalizzazione. Google non gradisce i siti “made for Adsense”.

Vp: Paid Links / Vl: Link Spam

Ed eccoci alla bestia nera dei SEO, la penalizzazione forse più in voga al momento.
A partire dal celebre documento sugli schemi di link e dall’aggiornamento algoritmico Penguin, molte penalizzazioni manuali e non sono fioccate per profili di link spam e a pagamento.
Cos’è un link spam? Ad esempio un profilo di link da siti di qualità discutibile, magari poco tematizzati, con anchor text secche.
E se la punizione è dura, la redenzione non è da meno: per uscirne, oltre a togliere i link messi sul banco degli imputati, è necessario spesso fare disavow dei link stessi e chiedere (nel caso di penalizzazione manuale con messaggio in GWT) richiesta di riconsiderazione.

Conclusioni

Eccoci giunti alla conclusione di questa lunga carrellata di fattori di posizionamento secondo la tavola periodica di SearchEngineLand.com. E tu che ne pensi? Dimmelo nei commenti e se l’articolo ti è stato utile, non dimenticare di condividerlo sui tuoi social preferiti!

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